BioGestalt®

BioGestalt®

Un approccio integrato

tra Bioenergetica e Gestalt

per unire corpo mente emozioni

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Il nome BioGestalt® nasce dall’unione delle parole Bioenergetica e Gestalt, i due indirizzi complementari ai quali facciamo riferimento nel nostro approccio e nella nostra formazione, che sottolineano, in particolare:
1) il valore del corpo, come strumento per attivare l’energia, per entrare in contatto con se stessi e con gli altri, per far affiorare le emozioni ed esprimerle in maniera intensa e completa;
2) l’importanza dell’esperienza vissuta, più che l’analisi verbale e l’interpretazione;
3) la necessità di operare soprattutto nel presente, ovvero nel qui e ora;
4) il coinvolgimento attivo ed empatico del terapeuta – counselor o psicoterapeuta -, con la sua intuizione, creatività e congruenza.
All’interno dell’approccio biogestaltico abbiamo integrato negli anni anche altri approcci: quello rogersiano centrato sulla persona, la mappa di personalità dell’enneagramma, le costellazioni biogestaltiche.

 

L’indirizzo biogestaltico prevede l’applicazione della metodologia teorico-esperienziale caratteristica sia della Terapia della Gestalt sia della Bioenergetica. L’approccio della Terapia della Gestalt si basa molto sugli aspetti emozionali e mira a reintegrare e armonizzare le varie parti della personalità giungendo, mediante un adattamento creativo, a trovare il proprio stile di vita. L’approccio della Bioenergetica permette di entrare in contatto con il proprio corpo e di conoscere le tensioni muscolari croniche nate da ostacoli interiori e conflitti emotivi irrisolti; alleggerirle consente alla persona di ritrovare vitalità esteriore e interiore.

L’approccio biogestaltico, consapevole dei limiti degli indirizzi solo cognitivi, cerca, dopo avere inquadrato il problema, di far esplorare la tematica rilevata non solo con la parola, ma anche con il corpo (lavorando con le emozioni che sono di fatto mentali e corporee). Il counselor resta sempre in osservazione delle risposte che emergono e aiuta poi il cliente a integrare a livello cognitivo ciò che ha sentito, percepito e compreso durante l’esperienza. I tre livelli sulla base dei quali si esprime l’essere umano (cognitivo, emozionale e corporeo) si possano infatti utilizzare simultaneamente per fare esperienze, conoscere il mondo, osservare le proprie reazioni, comprendere la possibile origine delle reazioni stesse e provare a sperimentarsi in modalità nuove e inconsuete, osservando se risultano più adeguate e funzionali all’ambiente in cui si trova ad agire. Tutto ciò in tempi brevi, mediante l’uso simultaneo, appunto, dei tre canali: cognitivo, emozionale e corporeo.

Nella relazione con il cliente pertanto il counselor integra sempre la parte verbale con quella corporea, portando alla consapevolezza quanto comunicato in maniera implicita attraverso il linguaggio del corpo, accompagnando il cliente a esplorare le proprie difficoltà e a promuovere le proprie risorse, finalizzate a soddisfare il desiderio di cambiamento evolutivo e una migliore qualità della vita. Si tratta di un lavoro attento e graduale, che tiene conto dell’associazione fra i meccanismi corporei e le percezioni emotive, offrendo al cliente la possibilità, nel rispetto dei suoi tempi e spazi, di lasciare andare inibizioni e condizionamenti e manifestare con autenticità e libertà i propri talenti e potenzialità. Nel percorso di counseling il lavoro graduale passa innanzitutto attraverso l’osservazione e l’ascolto del corpo stesso del counselor, che solo così può mettersi in ascolto e osservazione di quello del cliente, per comprenderne il linguaggio che si esprime attraverso la postura, le strutture muscolari e i segnali espressivi. Il rispecchiamento del cliente avviene pertanto sua su base verbale sia su base corporea, con una attenta e misurata verbalizzazione di quanto osservato.

La BioGestalt proposta dalla SIBiG come sintesi dei due approcci di base – Bioenergetica e Gestalt – coglie gli aspetti fondanti di entrambi e li cala su un’attitudine mutuata soprattutto dall’approccio di Carl Rogers in termini di fiducia nei confronti del cliente, di rispetto per i suoi tempi e modi, di attenzione alle sue aspettative, ai suoi valori e alle sue modalità. Fondamentale è far sentire al cliente una stretta alleanza con il counselor, che è lì per lui, per accompagnarlo in un percorso che è soprattutto suo, e non per condurlo da qualche parte decisa dal counselor, che il cliente non conosce e non ha chiesto. Il “modo di essere” rogersiano presentato durante il corso permette di indicare agli allievi e futuri counselor un binario di elezione che si muove tra l’approccio centrato sulla persona, rigorosamente non direttivo e squisitamente verbale, incentrato su un utilizzo delicato e sottile del linguaggio, e gli approcci bioenergetico e gestaltico, entrambi a mediazione corporea, in base ai quali il counselor può anche proporre un lavoro “attivo” al cliente, secondo modalità più direttive ma non per questo meno rispettose dei suoi tempi e delle sue possibilità.